Jussie Smollett è uno degli attori afroamericani più famosi in circolazione, soprattutto a causa del ruolo di Jamal in Empire.
Qualche giorno fa l’attore, che nella vita fa anche il cantante, è finito in ospedale dopo aver subito un’aggressione poco tempo prima di esibirsi a Chicago. La lettura più condivisa dell’accaduto è sempre stata quella di un crimine d’odio, con matrici razziste e omofobe.
Smollett ha un profilo molto particolare e l’attacco alla sua persona ha rappresentato un simbolo della discriminazione di tutta la comunità black-queer. Il mondo di Hollywood ha reagito stringendosi attorno a lui in segno di solidarietà, urlando a gran voce di essere contro le discriminazioni razziali e di genere.
Qualche giorno fa però alcuni giornali di Chicago hanno riportato una lettura completamente diversa dell’accaduto, sostenendo che Smollett era in procinto di essere licenziato da Empire e per questo avrebbe pagato due persone per mettere in scena un’aggressione in modo da guadagnare visibilità e impedire il suo licenziamento.
La Fox, che produce e trasmette la serie, ha smentito in maniera nettissima questa lettura ribadendo che Smollett rappresenta il perno dello show.
Tuttavia un paio di giorni fa sono stati arrestati due sospettati, i quali dopo aver subito un lunghissimo interrogatorio da parte della polizia di Chicago, pare abbiano contribuito a una svolta che ha del clamoroso. In base alle ultime testimonianze infatti la polizia ha fatto sapere di star investigando su Smollett in quanto partecipante attivo della propria aggressione.
Ovviamente l’attore attraverso i suoi legali ha negato tutto e tante figure di cruciale rilevanza nel mondo dello spettacolo (tra cui la regista Ava DuVernay) hanno espresso solidarietà nei confronti di Smollett dichiarando di non credere alla polizia di Chicago.
Fonte: THR
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