Un nuovo caso di molestie colpisce il mondo del cinema italiano. Questa volta le accuse sono rivolte al regista Franco Zeffirelli e a denunciare il fatto è l’attore americano Johnathon Schaech, che aveva lavorato con Zeffirelli nel 1993 al film Storia di una capinera.
Schaech, che all’epoca dei fatti aveva 22 anni, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a People di essere stato corteggiato da Zeffirelli in maniera insistente, si parla addirittura addirittura dell’intrusione del regista nella sua stanza d’albergo e il tentativo di avere un rapporto orale con l’attore: «Con la scusa di insegnarmi, tentò di sedurmi fin dall’inizio. Ripeteva quanto ero bello, raccontava storie incredibili e cosa dovevo fare per diventare un grande artista. Avevo capivo che in realtà voleva altro da me oltre che essere il suo primo attore (…). Franco ha superato il limite, mi ha molestato nel mio letto. Ha infilato le mani in posti che non posso neppure nominare e di cui ovviamente non vado fiero. Ma non è stata colpa mia, ha tentato di praticarmi sesso orale mentre io imploravo di non farlo. Saranno stati 30 secondi ma a me sono sembrate 4 ore».
Riguardo alle accuse è intervenuto il figlio adottivo di Zeffirelli, Pippo, che parla di falsità e di un tentativo di vendetta da parte di Shaech perché il padre, avendo l’attore un’ostruzione alla gola che rendeva difficoltosa la pronuncia delle parole, alla fine delle riprese aveva deciso di farlo doppiare, cosa che mandò l’artista britannico su tutte le furie.
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