Il Signore degli Anelli: probabilmente, uno dei più grandi misteri della saga resterà per sempre senza risposta
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Il Signore degli Anelli: probabilmente, uno dei più grandi misteri della saga resterà per sempre senza risposta

Una delle questioni su cui andrebbe fatta chiarezza una volta per tutte

Il Signore degli Anelli: probabilmente, uno dei più grandi misteri della saga resterà per sempre senza risposta

Una delle questioni su cui andrebbe fatta chiarezza una volta per tutte

I protagonisti della trilogia de Il Signore degli Anelli

Come tutte le grandi opere che hanno lasciato il segno nella storia della letteratura e del cinema, anche Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien continua a stuzzicare la fantasia dei lettori, generando appassionati dibattiti anche a distanza di settant’anni dalla prima pubblicazione. Oltre al tanto discusso “problema delle aquile”, una questione che continua ciclicamente a farsi largo tra i dibattiti dei fan riguarda… le presunte ali del Balrog.

Ebbene sì, perché anche se siamo abituati a immaginarlo con le fattezze della creatura infernale vista nel film La Compagnia dell’Anello, quell’immagine non corrisponde esattamente alla descrizione che ne ha dato Tolkien. Nella versione di Peter Jackson, viene rappresentato con faccia scheletrica allungata, corna ricurve, gambe caprine e due paia di ali nere. Proprio queste ultime sono da sempre oggetto di un grande dibattito che spacca letteralmente in due il fandom de Il Signore degli Anelli.

In effetti, in questo caso la risposta è ambigua persino nel romanzo originale. Descrivendo la sua comparsa di fronte a Gandalf, Tolkien ci dice infatti che «intorno a esso l’ombra allungò due grandi ali» e che «d’un tratto si eresse a una immensa altezza, estendendo le ali da una parete all’altra». Queste due semplici frasi hanno creato oltre cinquant’anni di dibattiti tra gli studiosi e gli appassionati dell’opera, nettamente divisi tra chi sostiene che si tratti di ali vere, e chi invece propende per l’interpretazione “metaforica”. Di fatto, però, una risposta ufficiale non c’è: a seconda delle interpretazioni, Tolkien potrebbe riferirsi letteralmente a un paio di ali, oppure al buio e all’oscurità, che appunto si allargavano come un paio di ali. 

La confusione non si è placata poi con il Silmarillion, che fa riferimento a due Balrog «caduti in un abisso». Vista la simbologia cristiana, i lettori hanno ricollegato queste figure agli angeli caduti. Bisogna infatti ricordare che essi sono dei Maiar, spiriti divini creati dal dio dell’universo di Arda e poi corrotti per mano di Morgoth. Secondo alcuni, il passaggio dal loro aspetto angelico a quello di bestie infuocate avrebbe conservato comunque le ali. Ma, ancora una volta, questo non viene mai direttamente confermato negli scritti di Tolkien.

La questione si è ulteriormente complicata con gli adattamenti cinematografici e televisivi, che hanno sposato completamente la fazione “pro ali”. Il Flagello di Durin, infatti, è rappresentato alato non soltanto nella versione di Peter Jackson, ma anche in quella di Ralph Bakshi del 1978 e nella seconda stagione della serie Gli Anelli del Potere.

Come ultima spiaggia, i fan si sono rivolti a Christopher Tolkien affinché facesse chiarezza su questo dibattito ormai quasi secolare. Ma anche questo è stato un buco nell’acqua: il figlio dello scrittore, infatti, ha confermato che il passaggio nei libri è confuso e ambiguo, e ha affermato di non conoscere a sua volta la risposta definitiva. Probabilmente, uno dei più grandi misteri della saga de Il Signore degli Anelli è destinato a restare per sempre senza risposta.

Fonte: Collider

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