La serie Zero Day su Netflix, con protagonista Robert De Niro, è ancora tra le più viste del momento sulla piattaforma. Solido thriller politico, esplora l’idea di un attacco cibernetico catastrofico che mette a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, portando l’ex presidente George Mullen a tornare in carica per risolvere la crisi. Sebbene il racconto sia di fantasia, la minaccia di attacchi informatici devastanti è tutt’altro che irreale. In effetti, negli ultimi anni, il mondo ha visto più volte avvicinarsi il rischio di una catastrofe simile a quella descritta nella serie, con cyberattacchi che, pur non raggiungendo una portata distruttiva totale, hanno avuto conseguenze devastanti per le infrastrutture globali e la sicurezza nazionale.
In un articolo della piattaforma che accompagna la serie – che per temi e trama potrebbe benissimo essere uno spin-off di un altro recente film Netflix di grande successo, Il mondo dietro di te – Zero Day viene presentato come una rappresentazione di ciò che potrebbe accadere se un attacco informatico su larga scala, simile a un “Cyber 9/11” o “Cyber Pearl Harbor“, colpisse un paese. Gli esperti consultati dalla produzione, come Clint Watts, ex agente dell’FBI, e Eric Schultz, ex portavoce della Casa Bianca, sottolineano che la minaccia di un tale attacco è molto concreta. Secondo Michael S. Schmidt, un giornalista del New York Times, il governo degli Stati Uniti ha più volte avvertito del pericolo di un “attacco cibernetico catastrofico” durante le audizioni al Congresso, ma finora un tale attacco su scala globale non si è ancora verificato.
Tuttavia, questo non significa che non siamo mai stati vicini a un disastro informatico. Uno degli attacchi più noti della storia recente è Stuxnet, un malware sofisticato che nel 2010 ha sabotato il programma nucleare iraniano: è stato creato dal governo statunitense in collaborazione con quello israeliano, come confermato e raccontato nel documentario di Alex Gibney dal titolo… Zero Days, appunto. Pur non avendo causato vittime fisiche, Stuxnet ha messo in luce le vulnerabilità critiche dei sistemi industriali e la possibilità di usare il cyberspazio come campo di battaglia. Questo attacco ha danneggiato gravemente le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio in Iran, dimostrando che i cyberattacchi potrebbero avere effetti devastanti su infrastrutture vitali, come quelle nucleari, e alterare l’equilibrio geopolitico.
Un altro esempio significativo è rappresentato da WannaCry, il ransomware che nel 2017 ha paralizzato sistemi di tutto il mondo, inclusi ospedali e servizi sanitari (e persino l’Università degli Studi Milano-Bicocca), mettendo a rischio vite umane. In particolare, il NHS del Regno Unito ha subito enormi danni, con interventi chirurgici e diagnosi rimandati a causa dell’impossibilità di accedere ai dati dei pazienti. Anche se non è stato un attacco “su commissione”, ma piuttosto un attacco di massa, la sua portata ha fatto capire quanto possano essere vulnerabili le infrastrutture sanitarie e quanto un attacco su larga scala possa compromettere la sicurezza nazionale.
Infine, NotPetya (sempre nel 2017) ha mostrato come un attacco cibernetico possa mirare a interrompere l’economia globale: questo malware, che inizialmente sembrava un ransomware, ha distrutto enormi quantità di dati aziendali e paralizzato intere economie, tra cui quella dell’Ucraina. Aziende come Maersk e Merck, hanno subito perdite enormi, con il sistema di approvvigionamento globale che ha rischiato di collassare. Durante questo evento, sono stati colpiti anche Italia, Francia, Germania, Polonia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e Australia.
Questi eventi sono solo alcuni esempi di come il cyberspazio possa diventare terreno fertile per attacchi che, se ben coordinati, potrebbero avere conseguenze devastanti su scala globale. L’idea di un “attacco Zero Day“, come quello immaginato nella serie, potrebbe sembrare estrema, ma la realtà è che ogni giorno ci sono minacce informatiche più sofisticate e difficili da prevedere. Sebbene Clint Watts e altri esperti ritengano improbabile un attacco con la stessa dimensione e coordinamento visti in Zero Day, la possibilità di un attacco di grande portata rimane una preoccupazione costante.
Fonte: Netflix
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