Da tempo immemore due sono principalmente le cose che ci danno serenità e sicurezza. Le persone che meglio conosciamo e di cui ci fidiamo (o meglio, lo crediamo) e le nostre quattro mura domestiche. Pur sapendo che magari qualcosa di brutto sta accadendo, se sappiamo che questo avviene anche un solo centimetro fuori dal nostro uscio di casa noi abbiamo comunque una certa tranquillità.
Ma se queste due cose vengono a mancare, se anche delle persone che più conosciamo non possiamo fidarci e se veniamo attaccati anche in casa nostra è il panico. E se aggiungiamo lo smarrimento di non sapere cosa ci sta succedendo e perchè, e condiamo il tutto con l’atmosfera oscura e dal sinistro presagio delle ore notturne, allora siamo veramente nel panico più totale.
Perchè questo è un po’ quello che accade in “Bed time” , pellicola datata 2011 e diretta dal regista Jaume Balagueró, già autore di altre pellicole horror di buona qualità come “Darkness” (2002) e “Fragile” (2005) e della più famosa saga “[Rec]”.
Per “Bed time” non possiamo parlare di horror vero e proprio, in quanto non si vedono mostri, presenze demoniache o sovrannaturali, e di sangue ne scorre veramente poco, (nonostante nel film non manchi una bela scena in cui il liquido rosso c’è e si vede bene). A riportarci alla mente il genere horror è più l’atmosfera che il regista crea, aiutato dall’ambientazione claustrofobica che utilizza e dal modo in cui mette in scena il cattivo della situazione, Cesar ( il bravissimo Luis Tosar di “Cella 211” (2009). In questo film Tosar interpreta appunto Cesar, un ragazzo apparentemente tranquillo ma molto introverso che vive una vita assolutamente abitudinaria e priva di emozioni : è il portiere di un condominio, svolge le sue solite mansioni, come aprire porte, sistemare rotture di tubi e problemi vari, prendere e distribuire la posta. Tutto questo non alimenta di certo nel ragazzo una chissà quanto grande felicità. Ed allora quando non si può essere felici c’è una soluzione alquanto macabra per poter convivere con ciò : fare in modo che gli altri siano infelici come o più di te. Questa infatti si rivela la sua mission, vedere lentamente ed inesorabilmente nel volto delle persone il crescere di uno stato di infelicità di cui lui è l’artefice, tramite piccole azioni mirate che costantemente compie all’insaputa delle sue vittime.
La sua preferita è la bella ragazza borghese Clara, a cui riserva la maggior parte delle attenzioni. La ragazza, solare e piena di vita, ed anche fidanzata, diventa il suo bersaglio preferito, e cominciando con semplice ma alquanto pericoloso intrufolarsi in casa della ragazza, per poi continuare con le notti passate sotto il suo letto ed altre macchinazioni via via sempre più pericolose, Cesar vuole “lavorare ai fianchi” la bella e spensierata Clara, ignara che la sua vita da li in poi, non conoscerà più momenti di felicità.
Non si può che parlar bene di questo lavoro del regista spagnolo Jaume Balagueró, in cui grazie anche all’interpretazione di Tosar, lo spettatore viene sin dalle prime battute del film coinvolto in una storia che viola la privacy e l’intimità della persona fino alle sue radici più profonde. Protagonista di ciò un sociopatico che ha come unico obiettivo quello di rendere il suo prossimo infelice, minuziosamente mette in atto delle macchinazioni che vanno a distruggere fisicamente ma ancor prima psicologicamente la sua vittima, Clara, che ignara del vero motivo del perchè possano accaderle strane cose non si capacita di tutto ciò cominciando a sperimentare quella tristezza ed infelicità tanto care al suo carnefice.
Il messaggio che Jaume Balagueró ci lancia è molto preoccupante : non possiamo fidarci nemmeno delle persone che riteniamo amiche o “di fiducia” e non possiamo sentirci sicuri in casa nostra, e soprattutto di notte, mentre dormiamo, ovvero mentre siamo più vulnerabili.
Il carnefice Cesar troverà il modo di realizzare il suo obiettivo finale, ma lo farà in un modo alquanto macabro e per nulla scontato. Nonostante sia più un thriller che un horror , possiamo comunque sentirci tranuqilli nell’inserire “Bed time” nella nostra rubrica del venerdì, in quanto la tensione insita nel fim cresce di minuto in minuto, e lo spettatore stesso pienamente coinvolto e diviso tra lo spavento per quello che può accadere, e l’insana paura che prova verso il carnefice ogni qualvolta rischia di essere scoperto nelle sue irruzioni nelle abitazioni altrui, specialmente per quelle in casa di Clara.
Alcune scene sono molto valide ( quella dell’invasione di scarafaggi, l’atto sessuale tra Clara ed il suo fidanzato con uno strano ed invisibile spettatore, nonchè il risvolto amarissimo del finale).
Un film che da l’ulteriore prova di come dal vecchi continente, continuino ad arrivare pellicole horror / thriller veramente be eseguite, cariche di tensione, dal primo all’ultimo minuto.
Lo zio Sam, che ultimamente non riesce a proporre nulla di nuovo, è ancora una volta avvisato.
State molto attenti insomma da oggi in poi a mostrarvi molto felici di fronte alle persone di cui vi fidate, e di notte, prima di andare a dormire, controllate che sotto il letto non ci siano occhi veramente indiscreti.