Disapprovo tant’il cherubico Jovanotti quanto l’etern’adolescente Muccino senior, però il primo è ingenuo e genuino, mentr’il secondo è ingenuo e artificioso. Il problema risiede nel fatto che “L’estate addosso” non è la peggior muccinata. Vaghi e inattesi echi del Bertolucci più recente (“The Dreamers”, 2003; “Io e te”, 2012), focalizzato sull’amore tortuos’e tormentato sin dall’adolescenza ma evocato con rimpianto dall’adulto in emorragia di vitalità. Lezione tradizionale del cinema francese: i giovani Léaud del 3° millennio?
© RIPRODUZIONE RISERVATAL’estate addosso: la recensione di Mauro Lanari
